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Santa Maria dell’Itria

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SANTA MARIA DELL'ITRIA

Siamo nella città di Marsala, sopra l’area che comprende la latomia dei Niccolini, il complesso di Santa Maria della Grotta, il convento degli Agostiniani scalzi e la Chiesa di Santa Maria dell’Itria Scopriamo questi siti, uno alla volta.
 
LA LATOMIA NICCOLINI è un’area archeologica, in origine adoperata per ipogei punici, documentati da numerosi pozzi, che fu poi interessata da ipogei pagani prima che fosse riutilizzata come sepolcreto dai cristiani.
 
Perché è chiamata Niccolini?
Perché custodisce le catacombe dei Padri Niccolini, agostiniani scalzi, chiamati così da San Niccolò da Tolentino.
 
Fino a qualche tempo fa, quest'area era attraversata da una stradella privata, che congiungeva la piazza S.Agostino con la Piazza Stadio. Oggi la stradella non è più praticabile a causa di una profonda crepa delle pareti rocciose, e la zona, ci appare molto trascurata, piena di arbusti, rottami e detriti.
E' un’area che rispetto al piano di calpestio della città presenta un dislivello che va da un minimo di 4 m a un massimo di 8 m.
 
Il sito è caratterizzato dalla presenza di parecchi ipogei e arcosoli, il cui stato di conservazione è pessimo, perché sono stati riutilizzati nel tempo come mangiatoie e focolai, adibiti a conceria, lavorazione del formaggio e allevamento di ponies; questi utilizzi hanno danneggiato e annerito le pareti e i pregiati affreschi. Inoltre la friabilità del terreno ha causato l’interramento degli ambienti, rendendoli inaccessibili.
 
Alcuni di questi ipogei e arcosoli, di eccezionale valore, come quello detto del Buon Pastore, decorato con preziosi affreschi, sono andati distrutti in una fase di costruzione del cimitero comunale, tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX.
 
Nel corso degli studi archeologici, nella seconda metà dell'800, JOSEPH FUHRER e VICTOR SCHULTZE, documentarono la scoperta di una chiesetta sotterranea, ampliamento di una cappella paleocristiana, che fu distrutta per l'installazione di serre.
 
 
IL COMPLESSO DI SANTA MARIA DELLA GROTTA  si estende a nord est delle catacombe dei Niccolini, ed è un luogo venerato per tanto tempo e custode di tesori artistici di inestimabile valore, ormai molto danneggiati da agenti atmosferici, da continui attacchi di vandali e dai muschi e licheni che ricoprono le pareti.
 
Secondo un’antica tradizione, l’abbazia di Santa Maria della Grotta, sarebbe stata fondata nel 1098 dall’ammiraglio Cristodulo, con il consenso del conte Ruggero e affidata ai monaci dell’ordine di San Basilio e verso la fine del XVI secolo ai Gesuiti. Il campanile, fuori terra, in origine torre di epoca normanna è quasi del tutto crollato; gli altri ambienti del complesso, cioè chiesa e convento sono scavati nella roccia.
 
Intorno al 1712, vennero effettuate delle modifiche architettoniche da Giovanni Amico: la lunga scalinata di accesso, scavata nella roccia, a rampe spezzate, la cupola e alcuni rifacimenti interni alla chiesa.
 
Il complesso della chiesa di Santa Maria della Grotta, circondato da ipogei, costituisce allo stato attuale, un raro esempio di chiesa rupestre nella Sicilia occidentale decorata con numerosi affreschi di epoca diversa, a testimonianza della continua frequentazione e venerazione del sito. Nel corso degli ultimi decenni si sono susseguiti una serie di restauri, più volte interrotti.
 
IL CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI SCALZI, adiacente alla chiesa, presenta una facciata piatta e semplice, con delle finestre e un portale. Un cornicione aggettante, sostenuto da mensole, corona l'edificio. Una parte del convento è attualmente sede di uffici comunali. LA CHIESA DI SANTA MARIA DELL’ITRIA si trova in piazza Sant'Agostino.

Quando fu edificata la Chiesa?
Si dice che sul terreno dove sorge la chiesa, dentro una grotta, dipinta su una parete, fu trovata, una immagine della Madonna col Bambino. Uno storpio, recatosi davanti l'immagine, pregando con fede per ottenere la guarigione, fu esaudito. Diffusasi la notizia del miracolo, accorse molta gente a venerare l'immagine, che fu affidata alla custodia dei Padri agostiniani scalzi, assegnando loro il terreno necessario per far sorgere il Convento e la Chiesa, che fu fondata il 16 novembre 1630.
 
La facciata della Chiesa presenta un portale costituito da due colonne tortili poggianti su alti plichi e reggenti un timpano di gusto barocco con al centro in una nicchia la Madonna di Odigitria. Nel fastigio, a forma di conchiglia, è posta l'iscrizione DIVAE MARIAE DE ITRIA 1705. Ai lati della nicchia le statua di Sant'Agostino e quella di san Niccolò da Tolentino.
 
Visitiamo la Chiesa:
La chiesa ad unica navata, presenta 5 altari, 2 sul lato destro e 3 su quello sinistro. Sugli altari sono poste le statue della Madonna della Consolazione, di Santa Rita, di Sant' Agostino e del Sacro Cuore.
Sul primo altare di sinistra, è fissato un pregevole Crocifisso ligneo della metà del XVII secolo, attribuibile a Fra Benedetto Valenza.
 
La chiesa è arricchita da 4 affreschi, 2 per lato, che raffigurano
·         la Conversione di Sant'Agostino;
·         Sant'Agostino che lava I piedi di Gesù;
·         la parabola del bambino che vuole travasare il mare con un catino;
·         Sant'Agostino che combatte contro le eresie.
 
Sul lato destro della chiesa, troviamo la tomba del venerabile frate Elia da Gesù e Maria, e subito dopo, a metà navata, una porta che immette nel suggestivo e antico essiccatoio di forma circolare, progettato da Pietro Russo, lo stesso che realizzò la chiesa dell'Addolorata e la cupola della Chiesa Madre di Marsala.
 
Sull’altare maggiore di stile neoclassico, nell’abside, vi è collocata una tela recente della Sacra Famiglia, e ai lati, una tela della Madonna della cintura e una raffigurante San Nicolò.
 
In un ambiente dietro l’altare maggiore si trova una tela raffigurante Sant’Agostino, attribuita alla scuola di Pietro Novelli.
 
Nella sacrestia troviamo l’originale e imponente armadio ligneo per la custodia degli arredi liturgici e dei paramenti sacri, di cui alcuni antichi e preziosi sono messi in mostra.
 
Proprio all'ingresso della Chiesa, sul lato destro, varcando un cancello, scendendo uno scalone monumentale ornato da pregevoli stucchi settecenteschi, si accede alla grotta che ospita, su un altare, un prestigioso affresco del XII secolo, di recente scoperta: LA VERGINE ORANTE.
 
L’altare presenta un paliotto in marmi mischi del XVI secolo, e il gradino è rivestito da mattonelle maiolicati di piccolo formato con il motivo decorativo a “scacchi prospettici”, nei colori bianco, giallo e blu. Altre mattonelle presentano una decorazione con una stella al centro, circondata da elementi vegetali. Per le loro caratteristiche, è probabile che le mattonelle siano state prodotte nelle botteghe di Sciacca nel tardo cinquecento.
 
Nella volta della grotta sono visibili i resti di una tomba punica.

BIBLIOGRAFIA
Le chiese di Marsala - Giuseppe Noto
Marsala – edizione Murex: S.Maria della Grotta: una abbazia basiliana della Sicilia occidentale - Enrico Caruso
Marsala il territorio – Giovanni Alagna
Descrizione mattonelle maiolicate – Maria Reginella
 


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Realizzazione: EASY VISION
Pasquale Pandolfo – Regia, luci, riprese e montaggio di postproduzione  – Pask Videomaker
Margherita Spanò – Regia, sceneggiatura e produzione esecutiva - Logos Engineering
​Gaetano Edoardo Alagna: Esecutore del restauro e consulente di produzione 
Eliana Tumbarello – Consulenza legale e coordinamento progetto web - Logos Engineering
Vita Messina – Coordinamento progetto social e crowdfunding - Logos Engineering
Matilde Montalto – Fotografia, backstage e comunicazione social - Logos Engineering
Fabio Ingrassia - Disegno scene - Fao Design
La Tr3 - Speaker voce fuori campo - Eslife srl

Ringraziamenti:
Padre Vincenzo Consiglio O.A.D., Priore degli Agostiniani Scalzi della Chiesa S.Maria dell'Itria di Marsala
Padre Vincenzo Sorce O.A.D.
Padre Salvatore Salvaggio O.A.D.
Studio di restauro Gaetano Edoardo Alagna
Gaetano Edoardo Alagna
Antonino Rallo
Antonino Giacalone
Sonia Bonfanti - Lions Club Marsala
Pietro Di Girolamo - Lions Club Marsala
Francesco Gandolfo - Lions Club Marsala

Produzione: Logos Engineering srl

 
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