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Crispia Salvia

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Lions Club Marsala


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EASY VISION CREDITS
 
Luigi Biondo Polo Regionale di Trapani e Marsala per i siti Culturali
Anna Maria Parrinello Museo Archeologico Regionale Lilibeo Marsala
Concetta Scavone Polo Regionale di Trapani e Marsala
Eleonora Romano Museo Archeologico Regionale Lilibeo Marsala
Maria Grazia Griffo Museo Archeologico Regionale Lilibeo Marsala
Giuseppe Ponte Arciprete della Chiesa Madre di Marsala san Tommaso di Canterbury e Presidente del Museo degli Arazzi
Carla Giustolisi Vice Presidente del Museo degli Arazzi
Piero Agate custode del Museo degli Arazzi
Neil Winrow Native Speaker English Teacher
Margherita Spanò Coordinamento progetto esecutivo - Logos Engineering
Eliana Tumbarello Coordinamento progetto web - Logos Engineering
Pasquale Pandolfo Pask Videomaker
Francesco Gandolfo Presidente Lions Club Marsala
 
in collaborazione con:
Lions Club Marsala
Polo Regionale di Trapani e Marsala per i siti Culturali
Museo Archeologico Regionale Lilibeo Marsala
Museo degli Arazzi di Marsala
Amici del Museo degli Arazzi e del tesoro della Chiesa Madre di Marsala
Comune di Marsala
Pask Videomaker
 
Produzione:
Logos Engineering
 
 


 
IPOGEO DI CRISPIA SALVIA
 
La tomba dipinta di Crispia Salvia, scoperta nel 1994, costituisce il più importante monumento della Necropoli di Lilibeo e al momento anche l’unico di questo tipo in Sicilia per la ricchezza della decorazione pittorica che ne riveste integralmente le pareti. La tomba consiste in una grande camera funeraria ipogea di circa 25 mq di superficie, di forma trapezoidale, cui si accede da un dromos, corridoio a gradini scavati nella roccia.

Nelle pareti della camera sono ricavate sei tombe a cassa entro nicchie, quattro con decorazioni dipinte sulle pareti e due ad arcosolio, sormontate da nicchia ad arco non decorate. Il pavimento è ricoperto da uno strato di malta molto sottile. 

Per i riti in onore dei defunti era posta al centro una piccola ara ed erano scavate nel  piano pavimentale quattro cavità circolari, in corrispondenza delle quattro tombe. La zoccolatura perimetrale dell’intera stanza che riveste la facciata esterna delle tombe è dipinta in rosso.

La particolarità della scoperta è data dalle scene figurate e dai motivi decorativi, contraddistinti da una vivace e intensa policromia. I soggetti più interessanti sono dipinti nelle nicchie delle due tombe situate a destra e di fronte l’ingresso. Nella prima sono raffigurate, sulla parete centrale decorata con uno sfondo di fiori rossi, cinque figure maschili che incedono verso destra in direzione di una flautista seduta, che suona un aulòs, flauto a canne doppie. Ciascuna delle cinque figure unite in corteo, a capo scoperto, poggia un braccio sulla spalla di quello che lo precede. 

Anche i due lati brevi della nicchia sono decorati uniformemente con fiori rossi, che alludono al giardino dell’Eden; a sinistra è dipinta una scena di banchetto con le stesse figure maschili sedute intorno ad un tavolo a ferro di cavallo che bevono vino rosso da coppe di vetro. Al centro della scena, davanti al tavolo, una trapeza, tavolino con tre gambe, con sopra una coppa di vino rosso.

Ricavata nella parete nord della camera funeraria, di fronte all’ingresso, si trova la tomba di Crispia Salvia, da cui prende il nome l’ipogeo. Nell'angolo in alto a sinistra della parete centrale, è inchiodata una lastra di terracotta con un'iscrizione latina, spezzata da scavatori clandestini che in età imprecisata violarono la tomba, per cui non è stato possibile documentarne i corredi funerari.
L’iscrizione, datata al II secolo d.C., indica con il nome di Crispia Salvia la defunta, morta a circa 45 anni di età, alla quale suo marito, Iulius Demetrius, dedica l'epigrafe che la ricorda come moglie dolcissima (uxori dulcissimae) con cui visse per quindici anni con animo lieto (libenti animo). Nella tomba è visibile solo una parte dell’epigrafe, l’altra è esposta al Museo Archeologico Regionale Lilibeo.

Nella stessa parete dell’epigrafe, in posizione un pò decentrata a destra vi sono raffigurati due amorini che reggono una ghirlanda di fiori rossi, da cui pendono nastri e bende verdi.

Sul lato sinistro della nicchia è raffigurato un pavone maschio, caratterizzato da una corona di piume sul capo; sul lato opposto destro, invece, un pavone femmina contornata da dieci melagrane. Tutte e due le figure dei pavoni sono rese di profilo, rivolte verso l’ingresso della camera e sono poggiate su due Kalathos, cesti ricolmi di fiori e frutta. La ricchezza della decorazione pittorica testimonierebbe l’elevato rango sociale della famiglia di Iulius Demetrius.

Sulla parete ovest della camera, nelle nicchie quadrangolari a parete, sono rappresentati due pavoni simmetricamente contrapposti, che reggono una ghirlanda; completa la scena un kalathos inquadrato da due ghirlande disposte a festone. Infine, sullo stesso lato è visibile una colomba bianca, resa di profilo, su un kalathos con fiori rossi.

L’ipogeo che risale al II secolo d. C.,  continuò ad essere utilizzato nel secolo successivo e anche nel IV, epoca alla quale si fanno risalire le due tombe ad arcosolio, di cui l'ultima è ricavata nella parete est del dromos. 
 


Bibliografia:
Testi forniti dal Museo Archeologico Regionale Lilibeo di Marsala
R. Giglio, L’ipogeo dipinto di “Crispia Salvia”, in "Lilibeo e il suo territorio" (a cura di E. Caruso e A. Spanò Giammellaro), Palermo 2008


 



 
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